Ciao Italia! Cento anni di immigrazione in Francia (1860-1960)

A partire dalla seconda metà del XIX secolo e fino a tutti gli anni ’60 del secolo scorso, gli Italiani hanno rappresentato la comunità straniera più numerosa nell’Esagono, trasferendosi per coprire con il loro lavoro le esigenze della crescita economica francese di quel periodo.

Anche se oggi viene celebrata, l’integrazione non fu priva di difficoltà e scontri. Tra pregiudizi negativi e sguardi benevoli, l’immagine degli Italiani in Francia si è sviluppata in modo talvolta paradossale e le condizioni in cui furono accolti conobbero spesso grandi difficoltà.

Tra rifiuto e desiderio, violenze e passione, rigetto ed integrazione, la mostra Ciao Italia!, in corso al Musée National de l’Histoire de l’Immigration alla Porte Dorée di Parigi (28 marzo – 10 settembre 2017), svela le contraddizioni specifiche della storia di questa immigrazione, mettendo in risalto l’apporto che gli Italiani hanno dato alla società ed alla cultura francese.
Seguendo i cliché ed i pregiudizi dell’epoca e ricordando la xenofobia di cui furono vittime, la mostra si propone di rintracciare i percorsi geografici, socio-economici e culturali degli immigrati italiani in Francia, dal Risorgimento e l’unificazione del 1860 fino alla Dolce Vita celebrata da Fellini nel 1960.

 

 

Attraverso la lente del rapporto con la religione, la stampa, la scuola, l’arte, la musica ed il cinema, i giochi e lo sport o ancora la gastronomia, la mostra evidenzia quanto questi Italiani operai, minatori, muratori, contadini, artigiani, commercianti ed infine imprenditori, abbiano contribuito alla costruzione della Francia di oggi, rendendo omaggio ad alcuni di loro tra i più conosciuti, come Yves Montand, Serge Reggiani, Lino Ventura o le famiglie Bugatti e Ponticelli.

Circa 400 opere provenienti da collezioni francesi ed italiane, unite a numerosi archivi d’epoca, sono presentate in un percorso pedagogico costruito con sensibilità, in cui figurano artisti come Giovanni Boldini, Giuseppe de Nittis, Gino Severini, Renato Paresce, Filippo De Pisis, Massimo Campigli, Mario Tozzi, Alberto Magnelli e Leonardo Cremonini.